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27.12.05

il pirata della strada

SocialDesignZine ci parla dell'illecito programma di Berlusconi.
i manifesti della campagna del sig. silvio sono stati realizzati con software crakkato. ovviamente il sig. silvio non sarà a conoscenza, un po' come non lo era del fatto che i decoder regalati con sussidio statale erano in realtà prodotti da suo fratello mio omonimo (ahimè). ordunque, chi risponde di tale violazione?
1) nessuno perché non se ne parlerà
2) tutti ma poi fatta la legge trovato l'inganno
3) all'epoca della condanna il reato sarà caduto in prescrizione
4) il precario grafico, malcapitato di turno, magari lo stesso che camuffava i manifesti della scorsa campagna (che ebbe non poche persecuzioni, presto occultate)
5) la condanna avverrà un giorno prima che entri in vigore l'amnistia
6) fatti li cazzi tua

odio la pirateria informatica semplicemente quale binomio. la modalità più efficace per combatterla è ignorarla, continuando a duplicare, come si è sempre fatto (e personalmente, quando capita, faccio, con infinito piacere, alla faccia dei proprietari che smanettano, smanettano, smanettano... un po' come certi preti).

Il declino dell'impero italiano continua

I cinque punti di Francesco Giavazzi (dal Corriere della Sera di un mese fa, 26/11). Chi li accoglierà nella prossima legislatura?

«I programmi elettorali pochi li leggono, e nessuno li ricorda». Secondo Francesco Giavazzi è preferibile dunque assumere qualche «impegno preciso», così come fece Silvio Berlusconi nella campagna per le politiche del 2001, in modo da rendere più facile agli elettori valutare coloro per i quali hanno votato e, nello stesso tempo, rafforzare il governo nei confronti delle lobby che cercheranno di bloccare la sua azione. In questo senso, e per cominciare, Giavazzi propone cinque «questioni specifiche».

L'università

«Per migliorare la qualità delle nostre università, l'unico modo è metterle in concorrenza l'una con l'altra. Chi mette in cattedra delle capre solo perché amici del preside o del rettore deve sapere che rischia di restare senza studenti. Ma per arrivarci bisogna abolire il valore legale della laurea, come in Gran Bretagna, dove le università sono le migliori d'Europa. Il ministro Moratti si è sempre opposto. Chi ha il coraggio di impegnarsi a farlo?»

Gli ordini professionali

«Per introdurre un po' di concorrenza nelle professioni è necessario eliminare gli albi. Chi ha il coraggio di cominciare cancellando uno dei più inutili ma anche dei più difficili, l'albo dei giornalisti?»

L'indipendenza delle autorità

«La concorrenza dipende dalle leggi, ma anche dalla qualità e dall'indipendenza delle persone nominate a presiedere le autorità, dall'Antitrust alla Banca d'Italia (...). Romano Prodi ha illustrato un progetto coerente e condivisibile di riforma delle Autorità le quali, egli osserva correttamente, sono cadute preda dei grandi monopoli. Ma i tempi per realizzare quel progetto saranno lunghi. S'impegna intanto a iscrivere all'ordine del giorno del suo primo consiglio dei ministri un decreto di cinque righe che disponga la decadenza immediata dell'attuale Governatore della Banca d'Italia? A Berlusconi è ormai inutile chiederlo».

Le privatizzazioni

«L'impegno a privatizzare è in tutti i programmi. Ma in questa legislatura, anziché privatizzare, si è ricostruita l'Iri, chiamando privatizzazioni il trasferimento delle azioni di Eni ed Enel dallo Stato alla Cassa Depositi e Prestiti, che è di proprietà dello Stato. Chi si impegna a disporre, nel primo consiglio dei ministri, lo scioglimento della Cassa, prevedendo che le azioni che essa possiede siano collocate in Borsa? (...) Anni fa lo Stato regalò alla Puglia l'Acquedotto pugliese, il più grande d'Europa, chiedendo solo l'impegno a privatizzarlo. Né il governatore di centrodestra, Raffaele Fitto, né il suo successore di centrosinistra, Nichi Vendola, hanno venduto una sola azione, ma lo Stato, nonostante l'evidente violazione del contratto, fa finta di nulla. Chi si impegna a decurtare dai denari che lo Stato trasferisce alla Regione, non tutto insieme, basta un po' per anno, il valore dell'Acquedotto?».

Il modello danese

«Per osservare un mercato del lavoro che funziona bene, dove i giovani trovano lavori veri, non il precariato, e c'è poca disoccupazione, non è necessario andare Oltreoceano e copiare l'odioso liberismo americano. Basta studiare la Danimarca, il Paese che protegge chi perde il lavoro più di ogni altro al mondo, e ciononostante ha pochi disoccupati, dimostrazione che un mercato del lavoro efficiente non richiede necessariamente di essere brutali con chi non trova lavoro. La Danimarca c'è arrivata eliminando qualunque ostacolo ai licenziamenti, soprattutto togliendo di mezzo i giudici e il diritto di chi è licenziato ad appellarsi a un tribunale. E così le imprese danesi, sapendo che sbagliare un'assunzione non è un dramma, assumono. Certo la Danimarca non è il paradiso: capita anche che qualche imprenditore cattivo licenzi un dipendente solo perché è iscritto al sindacato. Ma neppure questo è un dramma perché i sussidi di disoccupazione sono generosi e durano tre anni. Però si perdono immediatamente se l'Agenzia del lavoro trova un posto adeguato ed il disoccupato lo rifiuta. Chi si impegna ad adottare il modello danese?».

wind non dire stronzate e atterra!

il tempo è relativo? 600 minuti potrebbero essere un'infinità, ma l'infinito non si limita a 600 minuti. per così tanto! per me un'infinità sono anche 600 millesimi di secondo quando vedo gli spot degli odiosi servizi telefonici (per i quali ho anche lavorato un breve periodo...)

onestà e carisma indiscutibili

una dichiarazione d'addio di un personaggio forte e discusso. è stato bello vederlo in piazza, pochi giorni fa, a roma sotto la pioggia, accanto a un suo vecchio amico-nemico, pannella, mentre altri porci poltroni poltrivano chissà dove, lontano da ogni militanza, a spese dei cittadini, compresi i carcerati per i quali egli stesso chiedeva l'amnistia. forse è stato quello l'ultimo atto politico di una lunga carriera che lo ha visto anche presidente della repubblica.

tv letale

TRAGEDIA A SALERNO
Bimbo schiacciato dalla tv

attenti al piccolo schermo

Premonizioni

Accadde nel 1978:
1. Scudetto alla Juve
2. Coppa dei Campioni al Liverpool
3. Morì un Papa
4. Coppa Italia all'Inter
5. La Fiorentina si salvò all'ultima giornata di campionato

Due anni dopo, nel 1980, il presidente del Milan fu arrestato e il Milan finì in serie B.

Tanti auguri per un felicissimo 2007!

26.12.05

merry fucking xmas mmv

that's me
...and what about you?

Schroeder figlio di Putin

Drug poznaiotsya vbede, un amico si riconosce nella sventura, dice un vecchio proverbio russo. Non è esatto parlare di sventura nel caso di Gerhard Schröder, sconfitto d’un soffio e con onore nella battaglia per la cancelleria. Ma perso pur sempre il potere, l’ex cancelliere tedesco ha potuto riconoscere proprio in Vladimir Putin il vero amico di cui all’adagio. Quello che forse non aveva previsto era l’alto costo, in termini di critiche feroci anche da parte di amici, che la solidarietà russa gli avrebbe comportato. Sarà Gerhard Schröder infatti a guidare il consiglio di sorveglianza del consorzio creato dal gigante russo del metano Gazprom insieme alle tedesche Basf e E.On, per la costruzione del gasdotto che dal 2010 collegherà la Russia direttamente con la Germania, fornendo da solo un terzo dell’intero fabbisogno di gas dei tedeschi. Un progetto da 4 miliardi di euro, importante e controverso, che taglierà fuori Polonia, Paesi Baltici e Ucraina e che rafforzerà la posizione di Mosca nell’approvvigionamento energetico della Repubblica Federale e in futuro del resto d’Europa. Giunta neanche un mese dopo le sue dimissioni da cancelliere, la nomina di Schröder provoca però un’ondata di giudizi negativi e irritazione non soltanto in Germania. Soprattutto perché egli è stato negli anni scorsi, insieme a Putin, l’autentico campione del progetto, incurante delle irritazioni e dei sospetti degli ex Paesi del Patto di Varsavia, che nell’adesione all’Ue vedono innanzitutto la polizza assicurativa dell’autonomia politica da Mosca (...)
Così il Corriere della Sera - L'oleodotto di Putin assume Schroeder

25.12.05

se fossi dio

Io se fossi Dio
testo della canzone di giorgio gaber del 1980, censurata.

Io se fossi Dio
(e io potrei anche esserlo, sennò non vedo chi!)
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente:
non sarei mica un dilettante!
Sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o, meglio ancora, a criticare, appunto...
cosa fa la gente.

Per esempio il piccolo borghese, com'è noioso!
Non commette mai peccati grossi!
Non è mai intensamente peccaminoso!
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sweda
lui pensa che l'errore piccolino non lo conti o non lo veda.

Per questo io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.

Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi!

Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare:
avrei fatto un uomo migliore.
Sì vabbe', lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!

Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio!
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna!
Che viene da dire:
Ma dopo come fa a essere così carogna?

Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante!
Purtroppo l'occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.

Io se fossi Dio
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri, gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Finora abbiamo scherzato,
ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio
tira fuori tutto quello che gli sembra giusto.

E a te ragazza che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po' coglione,
che quell'uomo è proprio un delinquente, un mascalzone,
un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia...
Io come Dio inventato, come Dio fittizio,
prendo coraggio e sparo il mio giudizio
e dico: Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!
così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.

Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti e specialmente... tutti.
Che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti, avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete:
avete ancora la libertà di pensare,
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare.

Immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento!
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti!
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano!

Sì vabbe', lo ammetto:
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia...
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!

Ma io non sono ancora del regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente:
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le palle,
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle!
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forze, ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo...
E tutti quelli che fanno questo gioco
c'hanno certe facce che a vederle fanno schifo,
che siano untuosi democristiani
o grigi compagni del piccì.
Sono nati proprio brutti o, per lo meno, tutti
finiscono così.

Io se fossi Dio,
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare a Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione;
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra... o non lo vuole.

Compagno radicale,
la parola "compagno" non so chi te l'ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata.
Compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
e dall'altra si riempiono le galere
di gente che non c'entra un cazzo...
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili e di idiozia
che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare!

Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi!
Compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro!...
Compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti!
Fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!

Ma io non sono ancora nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato nei vostri sfaceli...

Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale!
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale:
perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti, i giovani drogati
e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.

Io come Dio, non è che non ne ho voglia.
Io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili!
Ma come uomo, come sono e fui,
ho parlato di noi, comuni mortali:
quegli altri non li capisco, mi spavento,
non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere.
Di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.

Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!

Ecco la differenza che c'è tra noi e "gli innominabili":
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento.
Ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.

Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all'inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l'unico statista!

Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di trent'anni di cancrena italiana.

Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!

Ma in fondo tutto questo è stupido perché, logicamente...
io se fossi Dio,
la terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono!

E allora va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io...


auguri di buone vacanze a chi se li merita, a partire da chi lavora e non crede che i calendari ci dicano quale sia o meno il buon tempo, in ogni angolo dell'universo. la storia ci racconta che il 25 dicembre è nato uno dei tanti profeti che l'umanità abbia conosciuto, un uomo che, si narra, possedesse poteri soprannaturali e si dichiarasse figlio di dio, a costo di essere ucciso per questo. il suo affronto al regime imperante all'epoca nel luogo dei fatti fu visto da alcuni come un sacrificio volto a liberare l'uomo dalla cattiveria, allora vista anche soprattutto nelle azioni di quel regime. oggi, dopo anni, sono innanzitutto i seguaci di coloro che videro in quel 'sacrificio' un simbolo di liberazione dal male, i primi ad operare con mezzi non dissimili da quelli imperanti all'epoca e nel luogo dei fatti: potere temporare organizzato gerarchicamente e, in aggravio, irrispettoso della libertà personale di chi crede che quel sacrificio sia stato una colossale bufala o, peggio, l'inizio di un nuovo, millenario regime, tutt'ora imperante e autoreferenziatosi come rappresentante in terra di una divinità suprema. chiunque potrebbe definirsi tale, ma solo i rappresentanti delle religioni affermate nel fare questo non vengono scambiati per pazzi.

23.12.05

Antonio Fazio e lo scontro tra potentati cattolici ed ebrei

Antonio Fazio e lo scontro tra Opus Dei & Rothschild molto interessante. e se fosse vero?

li italiani devono tutto ali africani

li italiani devono tutto a li africani molto simpatica... sonoro fanculo con dedica a benpensanti e fighettin*

il Dieci al 2006 - maradona torna a giocare ai mondiali?

il Dieci al 2006 un sito per chiedere che maradona torni a giocare nel mondiale di germania 2006. proposta insolita che tuttavia raccoglie numerose adesioni da tutto il mondo.
ci vorrebbe un sito così anche per roberto baggio....

sullo scandalo dei decoder interviene anche l'ue. e i teleutenti cascano dalle nuvole?

Corriere della Sera - Agr - Ultima Ora
Tv digitale: Ue avvia inchiesta contro Italia
BRUXELLES - L'inchiesta formale sugli incentivi pubblici ai decoder e' stata avviata contro l'Italia dalla Commissione europea. "Gli aiuti pubblici devono evitare ogni distorsione alla concorrenza tra le piattaforme terrestri, cablate e satellitari", ha spiegato la Commissione. Le sovvenzioni italiane, invece, "sembra che aiutino gli operatori di canali televisivi a libero accesso ad entrare nel mercato della televisione a pagamento". (Agr)
Ecco perché si vuole smantellare il segnale analogico, costringendo tutti ad acquistare costosi decoder digitali terrestri, inutili peraltro (io vedo il satellite in chiaro).
Vi sono altre piattaforme, internet ad esempio, ma senza toccare la banda larga o il wimax, l'adsl ancora non copre che poche aree del paese. alla faccia delle stronzate di internet, inglese, etc.etc.
finché non si renderà servizio pubblico universale telecom potrà decidere dove estendere la rete, creando un palese digital divide.
ma tornando allo scandalo dei decoder del digitale terrestre: boicottate le reti di chi vi ha elargito un contributo (derivante dalle vostre stesse tasse) per costringervi poi a pagare quel che vedete... sulle sue reti!

22.12.05

l'epilogo

Sentiva la fine da qualche giorno. Temeva solo la conferma delle sue previsioni ma non riusciva ad aspettare, forse preferiva morire istantaneamente dinanzi alla realtà di una parola definitiva piuttosto che lasciarsi consumare in un’attesa fatta di vuoti, silenzi e crescente malinconia.
Così il momento trepidante che gli consentì di porre una domanda arrivò e tutta l’attesa sembrò in un attimo svanire. La sua preghiera di una risposta sincera benché assassina delle sue attese venne esaudita.
«No». Con qualche ritocco, ma deciso, immodificabile, improrogabile, ultimo e crudele, senza motivi. Fu un colpo alle spalle già previsto, lui scoprì l’amaro interminabile di quella tanto attesa liberazione.
Tutte le parole dette furono benissimo sintetizzate in quel NO. E cominciarono a scorrergli dinanzi i momenti, le attese, i singoli minuti di quell’effimero periodo, incredibile, mai immaginato così avvolgente e anche così dannoso. Chi l’avrebbe detto che uno sguardo nascondeva quell’inferno? Il sorriso di un tardo pomeriggio si era trasformato in una gabbia che pian piano lo avvolgeva, ed era così dolce lasciarsi avvolgere mentre sarebbe potuto benissimo fuggire. La verità è che non vi erano lidi migliori dove fuggire, così provò piacere nel costruirsi un recinto in cui vivere con lei, ma quel recinto presto divenne senza uscita e, in realtà, fu lui stesso a contribuire in modo deciso alla sua fine, senza preoccuparsi di cosa sarebbe accaduto se in quella gabbia, protetta eppure buia, sarebbe rimasto solo e da essa, nella sua solitudine, non sarebbe più venuto fuori vivo. Si trattava di un evento nuovo. Sino ad allora era stato abilissimo a demolire ogni gabbia, sua e di altri, facendo prevalere sempre la vita dinanzi alla morte dell’anima, dell’orgoglio, delle aspettative.
Ora invece si trattava di qualcosa di nuovo, inaspettato, più forte della sua forza e quindi impossibile da dominare. L’unico modo era sperare che dentro si sarebbe stati bene, era una possibilità, forse troppo teorica ma pur sempre una possibilità.
Non fu così. La sua gabbia cominciava ad opprimere la vita di chi avrebbe voluto servire.
Questa volta l’amore fu proprio ceco: non si accorse di lui. Anzi volle giocare, fingendo di accorgersi, poi scappò via. Il suo esagerato entusiasmo finì per essere una masturbazione mentale fatta di insensate paure, egoismo ed ostinato cinismo, muri di un recinto che già cominciava ad essere una gabbia. Lei si affacciò nel recinto, lo trovò caldo ed accogliente, fu sorpresa da tutto ciò, non se lo aspettava, non lo cercava ma fu piacevolmente sorpresa, non potè dire no dinanzi a quella situazione nuova. Ma via via che lui continuava ad innalzare i limiti di quel recinto con le sue ansie e il suo orgoglio, manifestato ad alta voce ai passanti, lei saltò fuori da esso, lasciando dentro solo un’immagine di sé. Il suo inatteso distacco sodomizzò l’orgoglio di lui, le cui aspettative furono così tradite da un fare ingenuo e frettoloso, lasciando smarrimento, amarezza e malinconia.
Il NO fu così solo una conferma dello stato che per pochi infiniti giorni aveva turbato la vita di lui. La fine di una precarietà e l’inizio di una fase buia in cui l’amore non sarebbe stato più la stessa cosa. Qualunque nuova scoperta lo avrebbe fatto tremare, non più per emozione ma per timore, come il cane forte e sicuro che dopo essere bastonato dal padrone non si presenta più nello stesso modo, anche se dentro sé ringhia e costruisce una considerazione differente da quella percepita vedendolo così intimorito.
Le relazioni sono fatte di percezioni, lui si chiederà sempre quali percezioni l’abbiano portata a sé così vicina e quali l’abbiano fatta perdere per sempre. Perché era chiaro che ormai non c’era più nulla da fare. Vedersi fuori dalla gabbia, ormai demolita, non contava più nulla.
Cosa avrebbe fatto, con chi sarebbe stata, quali emozioni andrà a provare per un volto nuovo, quale ricordo lui avrà lasciato di sé, quale è l’ultima percezione. Ci fu un lieve velo di compassione, atteggiamento odioso e indegno per chi ne è destinatario ma soprattutto per chi lo dimostra.
Sarebbe stato peggio se dietro quella compassione ci fu anche derisione. Chi può mai dirlo?
Le domande non avevano più senso, le parole, i sospiri, tutti svuotati. Senza un fine. Come giocare un’amichevole. Era una partita a reti inviolate in cui nessuno voleva segnare. Tutto era immobile quindi snaturava il vedersi. Lui avrebbe sofferto e lei? Lui si chiedeva cosa avrebbe mai provato lei rivedendolo. Freddezza, compassione, derisione o altro?
Lui cominciò a cercare le radici dei suoi errori, se mai suoi errori furono. Così, la più plausibile, fu l’essere stato frettoloso, l’essersi dimostrato ingenuo. Ma come si fa a non essere ingenui quando l’amore chiama? E come ci si può moderare? Per rispettare un copione? Perché essere falsi? Lui credeva nell’autenticità degli elementi di ogni natura, gustati sino in fondo. Non amava mischiare sapori né limitarsi.
Riteneva la moderazione saggia ma la osteggiava perché la considerava una negazione del gusto della vita. Chi lo contraddiceva poteva conoscere la felicità, dominandola, anche furbescamente, ma non sapeva vivere.
Lei non è detto che non sapesse vivere, perché la sua reazione al recinto non fu moderazione ma semplice stupore, tiepido avvolgimento e poi distacco, prima tacito poi, con un deciso no, esplicito.
In ogni caso questa storia era divenuta uno shock assurdo. Il cuore palpitava sempre dinanzi a lei, nel bene o nel male, quasi ci fosse un’energia sconosciuta che lo scuoteva. Lui che sicuro, orgoglioso, freddo, abile a dominare i suoi sogni e spesso sorpreso proprio dall’avverarsi di essi, stavolta era finito, dinanzi al sogno più bello, continuava a chiedersi troppi perché, e non insisteva col cercare risposte perché, nella sua agonia, era lucido e sapeva che le risposte in questi casi sono spesso giustificazioni dei propri presunti errori piuttosto che verità. Una verità purtroppo esiste sempre, anche quando non si conosce. La sua verità a quel punto si chiamava debolezza, voglia di piangere e anche meraviglia, per tutto quanto accaduto. Meraviglia per l’aver reagito così repentinamente, con fretta e ingenuità, per essere stato così coinvolto nel metter su un recinto, presto trasformato in gabbia. E finì così, senza dire altro, sperando in un cambiamento, nella consapevolezza che se la speranza si dice sia l’ultima a morire, evidentemente è perché moriamo prima del suo compimento.

21.12.05

Security Task Manager

Windows XP process viewer - lo consiglio vivamente per difendersi da odiosi spywares e simili. download here

16.12.05

Tortura da esportazione di democratica "liberale"

cosicchè gli ameri-kani non tortureranno più? Bush sconfitto al congresso sulla tortura
Remember those who are being tortured, as though you yourselves were being tortured.

6.12.05

governo vile e indegno, colpisce alle spalle senza preavviso

articolo della Stampa Web sulla val di susa
vergogna. i gendarmi obbediscono anche a questi vili ordini contro la popolazione civile. tuttavia, nel giorno del trionfo della borsellino, registriamo un altro bel risultato governativo per questa quasi (in)finita e molto bislacca legislatura.
come disse il sig. g, mi vergogno di essere italiano, soprattutto con questi pseudoreazionariucci al potere.

«Stop alla beatificazione» Contro Wojtyla 13 teologi

articolo del corriere
il grande? si batteva persino contro le pugnette in mezzo a tanto clero dalle mani incallite... altro che innovatore!
un papa coraggioso, in sana vita, ma sfruttato sino alla morte da un clero avido di attenzioni e pubblicità, che ancora campa di rendita nonostante un successore, ancora più conservatore, non all'altezza del predecessore, ma furbo perché, non godendo delle stesse simpatie del polacco, scaglia (sotto l'obbligo dell'obbedienza?) i vari megafoni della cei, ormai un partico clericale dei vescovi, a punire la società italiana con dogmi sotto ogni aspetto retrogradi e irrispettosi di uno stato estero e di una società civile troppo lontana dalle logiche cattoliche vaticane.