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26.12.05

Schroeder figlio di Putin

Drug poznaiotsya vbede, un amico si riconosce nella sventura, dice un vecchio proverbio russo. Non è esatto parlare di sventura nel caso di Gerhard Schröder, sconfitto d’un soffio e con onore nella battaglia per la cancelleria. Ma perso pur sempre il potere, l’ex cancelliere tedesco ha potuto riconoscere proprio in Vladimir Putin il vero amico di cui all’adagio. Quello che forse non aveva previsto era l’alto costo, in termini di critiche feroci anche da parte di amici, che la solidarietà russa gli avrebbe comportato. Sarà Gerhard Schröder infatti a guidare il consiglio di sorveglianza del consorzio creato dal gigante russo del metano Gazprom insieme alle tedesche Basf e E.On, per la costruzione del gasdotto che dal 2010 collegherà la Russia direttamente con la Germania, fornendo da solo un terzo dell’intero fabbisogno di gas dei tedeschi. Un progetto da 4 miliardi di euro, importante e controverso, che taglierà fuori Polonia, Paesi Baltici e Ucraina e che rafforzerà la posizione di Mosca nell’approvvigionamento energetico della Repubblica Federale e in futuro del resto d’Europa. Giunta neanche un mese dopo le sue dimissioni da cancelliere, la nomina di Schröder provoca però un’ondata di giudizi negativi e irritazione non soltanto in Germania. Soprattutto perché egli è stato negli anni scorsi, insieme a Putin, l’autentico campione del progetto, incurante delle irritazioni e dei sospetti degli ex Paesi del Patto di Varsavia, che nell’adesione all’Ue vedono innanzitutto la polizza assicurativa dell’autonomia politica da Mosca (...)
Così il Corriere della Sera - L'oleodotto di Putin assume Schroeder

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