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23.2.06

Libertà di scienza e coscienza in Italia. Ciao Luca


E' doveroso salutare Luca Coscioni, lo conobbi a Roma nel 2002, il giorno del mio 23esimo compleanno, e l'incontro rimosse la mia convinzione che fosse un simbolo. Era un uomo forte e determinato, più forte di qualsiasi idea oscurantista che è di casa in Italia. Nel giorno del suo funerale un tale pera marcello propone ulteriore odio verso la diversità dalla sua presunta superiorità, sedicente occidentale, quella che ha ammazzato Luca. Occorre lottare contro uno dei peggiori mali che Dio, se esiste, ha fatto pagare all'uomo: il potere temporale del clero che si spaccia per Suo rappresentante.

Umberto Veronesi: “La scienza in Italia ha un deficit culturale molto radicato” e “'noi scienziati non abbiamo nessuna tradizione nell'arte della convinzione e del reclutamento, non sappiamo usare le parole giuste a formare la pubblica opinione, non abbiamo chiese, altari, confessionali”.

"…purché la luce della ragione e del rispetto umano possa illuminare i tetri spiriti di coloro che si credono ancora, e per sempre, padroni del nostro destino.
Attendevamo da molto tempo che si facesse giorno, eravamo sfiancati dall’attesa, ma ad un tratto il coraggio di un uomo reso muto da una malattia terribile ci ha restituito un nuova forza. Grazie, per questo”. (Josè Saramago, Premio Nobel letteratura per Luca)
Se non conosci Luca visita il sito della associazione che porta il suo nome.

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