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7.1.07

sanguisughe di classe

una lirainteressante (e coraggioso?) intervento del ministro dell'economia, tommaso padoa schioppa, sul corriere della sera del 7 gennaio 2007.

"Poca fiducia, poca voglia di eccellere, paura di cambiare, rifiuto del rischio".
OCCORRE PASSARE DALLA RENDITA ALLA PRODUZIONE
"E' rendita quella del giovane che si definisce imprenditore, mentre sta consumando l'avviamento dell'impresa fondata dal padre o dal nonno - accusa il ministro in un rapido "indice" di chi sfrutta la rendita e non produce - O quella del titolare di cattedra che da anni non fa ricerca, non pubblica su serie riviste scientifiche, e non c'è mai per gli studenti".
"O quella del contratto di lavoro inflessibile - prosegue - , sempre più in contraddizione con la concorrenza mondiale e col cambiamento tecnologico. O quella dell'impiego pubblico dove l'impiegato non può essere trasferito ad altro luogo di residenza, a diversa mansione, e neppure a diverso ufficio, mentre spesso nessuno controlla se va o no al lavoro".
"Due mesi l'anno di vacanza per i magistrati; due giorni la settimana di servizio per i piloti d'aereo; tre-quattro ore d'insegnamento la settimana (per pochi mesi l'anno) per l'accademico".
SE NON PREVALE L'ITALIA CHE NON SI RASSEGNA, SI TORNA ALLA POVERTA'
E cioè "quasi nessuno sa la lingua del mondo (l'inglese) proprio come quasi nessuno sapeva l'italiano quattro o cinque generazioni fa. Ignoranza del computer e della matematica. Incapacità di scrivere in italiano senza errori. Povertà di beni collettivi, di trasporti che funzionano, di servizi pubblici elementari, di sostegni per chi perde il lavoro, di difesa del suolo e del paesaggio, incapacità perfino di liberarsi dei rifiuti. Soprattutto, povertà di prospettive, di fiducia, di stima di ".
IL GOVERNO DEVE GUARDARE AL FUTURO, ANCHE CON SCELTE IMPOPOLARI
"Chi governa deve essere oggi guidato da una ambizione sul futuro del Paese anche superiore a quella che gli stessi italiani sembrano in genere manifestare; deve allungare lo sguardo oltre l'orizzonte nel quale il quotidiano dibattito sembra volersi rinchiudere". Anche a costo dell'impopolarità.
"Guai a identificare la legittimazione col responso quotidiano dei sondaggi. I sondaggi hanno più a che fare con la psicologia e le carenze affettive che con le istituzioni e la democrazia".
"Chi nella società - in virtù della propria posizione o anche solo della propria personalità - ha influenza sui comportamenti e i giudizi degli altri, ed è perciò parte della classe dirigente, deve sapere che di fatto è anch'egli parte del governo del Paese; e che dipende anche dal suo giudizio che l'opinione pubblica distingua l'essenziale dal secondario, l'effimero dal duraturo, che l'ambizione di un Paese migliore divenga desiderio e comportamento diffusi".
Tommaso Padoa Schioppa (07 gennaio 2007)

vent'anni fa non si stava certo meglio...

5 comments:

Ladymiss said...

eccoti! meno male così posso linkarti, Estremamente interessante qui, Quindi,se parlo molto? No, nella vita relae sono skiva. Molto piacere di conoscerti. Milena

Milena said...

Spassosimo il video, prima c'era più gusto a fare della satira. Ora ci pensa la politica a prenderne il posto ! :(

pm said...
This comment has been removed by the author.
pm said...

Piacere mio Milena.

Come dare torto a te e Benigni?

«Berlusconi ci manca. Senza di lui siamo diventati tutti precari: a me tocca recitare "tutto Dante". Il Berlusconi che conosciamo è quello bello, serio, statista, che va a casa della Santanchè, dice le sue cose e poi le smentisce. Parlerò di lui e della Cdl perché sono cinque anni che prendiamo in giro il Governo: adesso tocca all'opposizione»

Roberto Benigni - Ansa 23 novembre 2006

LadymissMe said...

No, di certo non si stava meglio, no. Tu ke dici? una risata ci ha seppellito?
Ricerca fai?
quale campo?
Milena