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8.5.07

acqua in fumo

mineraliNel 1999 il Perito chimico Pasquale Merlino, analizzando diverse acque minerali, comunica alla Commissione Europea di aver riscontrato sostanze nocive in misura superiore a quelle massime consentite per l'acqua del rubinetto.
Diverse proposte di legge con lo scopo di adeguare i parametri italiani a quelli CEE per la tutela della salute pubblica, naufragano sotto le pesanti pressioni della lobby delle acque minerali.
L'associazione dei consumatori Adusbef presenta un esposto a 52 Procure della Repubblica, che avviano inchieste nei confronti delle aziende produttrici.
Nel maggio 2001, un decreto ridefinisce i criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali, fissa i parametri massimi di alcuni elementi chimici e vieta la presenza di agenti tensioattivi, oli minerali idrocarburi, idrocarburi aromatici ecc. Le Procure dichiarano fuorilegge 200 marche di acque minerali (su 280).
Nonostante questo le marche incriminate sono ancora in commercio.
Gli italiani vantano il primato mondiale di consumo di acqua minerale. Un metro cubo di acqua potabile costa 43 centesimi di euro, un metro cubo di acqua minerale vale 300/ 500 euro; nel 2003 è stato calcolato un fatturato di 5800 miliardi espresso in lire; si registrano investimenti pubblicitari di 300 milioni di euro di cui circa il 60% in TV. Se gli organi di informazione vivono di pubblicità come possono essere neutrali verso aziende che li sostengono?
Nel maggio 2003 la CEE, con la direttiva 2003/40/CE, decide di mettere ordine nel settore acque minerali: vengono stabiliti valori limite per le sostanze pericolose, il divieto assoluto della presenza di inquinanti in tutte le acque destinate al consumo umano e precise regole per le etichette. Il Ministro della Salute, tuttavia, nel dicembre 2003 emana un decreto che interpreta la direttiva CEE a vantaggio delle acque fuorilegge, reintroducendo una soglia di tolleranza per alcune sostanze chimiche inquinanti, grazie alla quale le grandi aziende produttrici di acque minerali possono continuare a immettere sul mercato prodotti altrimenti non vendibili.
L'acqua di rubinetto costa pochissimo, è più ecologica (niente bottiglie di plastica, né inquinamento per trasporti su camion) , non è vincolata a pressioni economiche ed è controllata quotidianamente da enti pubblici, a differenza delle acque minerali che invece vengono analizzate solo una volta ogni 5 anni [fonte: collepasso.it]

1 comment:

paride said...

thanks... complimenti anche a te x le foto su flickr!