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7.9.07

unione sportiva lecce e grecìa salentina, un'operazione inopportuna

notte della taranta
ho delle critiche circa la scelta operata dall'unione dei comuni della grecìa salentina (undici piccoli comuni al centro della provincia di lecce) di sponsorizzare la società per azioni "unione sportiva lecce", in sostanza 450mila euro che diventeranno 1 milione di euro se il prossimo anno la società beneficiaria dovesse essere promossa salirà nella massima serie del campionato di calcio. come a dire, dopo il lavaggio è pronta anche l'asciugatura e le tasche dei cittadini saranno pulite come non mai, per la gioia dei semeraro.

* identità: una così onerosa operazione grava sul bilancio di un ente che non è direttamente legato, dal punto di vista territoriale, all'u.s. lecce.

* strategia: la comparsa di un marchio tutt'ora semisconosciuto a livello nazionale non serve certo a rimarcarne la presenza. è in un certo senso fine a se' stesso e rischia di non produrre nulla in termini di ritorni turistici, quindi economici. guardando in generale all'operazione ad un elevato costo si associano scarsi benefìci.

* alternative: dalla mia esperienza ho notato che non solo la grecìa salentina, ma l'intero salento, e in generale la puglia, registrano uno scarso peso nella promozione turistica nazionale effettuata all'estero attraverso guide e riviste specializzate. un investimento così elevato si sarebbe potuto dirottare verso forme più efficaci di promozione, dirette anche a far conoscere la specificità del nostro territorio, non solo un marchio che rappresenta solo un aspetto recente di esso. un altro ambito di investimento per quanto concerne il settore turistico, oltre alla promozione dell'immagine, è anche la preparazione. è sbagliato promuovere un territorio quando lo stesso ancora è carente o poco coordinato dal punto di vista dell'offerta, della preparazione degli operatori, delle infrastrutture necessarie a garantire una adeguata accessibilità.

* partecipazione: la decisione è stata assunta senza ascoltare i cittadini. in un clima di crescente richiesta di partecipazione popolare, i politici locali hanno agito senza contraddittorio, investendo parte cospicua delle risorse pubbliche in un'operazione che, certamente, non è condivisa da tutti i residenti, a partire da chi non segue il calcio.

* alternative: sostenere e promuovere lo sport non significa necessariamente finanziare economicamente una società per azioni che peraltro non ha sede nel territorio dal quale provengono le risorse. il territorio della grecìa salentina ha emergenze di carattere infrastrutturale, inoltre presenta varie realtà sportive che, anche con un piccolo sostegno, potrebbero crescere molto, alimentando maggiore socialità ed opportunità, anche lavorative, per i residenti ai quali, le eventuali fortune dell'u.s. lecce, non giovano in termini economici.

* brand: viene promosso non un brand che riproduca l'area geografica in questione, promuovendone l'identità, bensì quello di uno specifico evento (in realtà una serie di eventi ma circoscritti temporalmente).

* tempi: l'evento promosso non si verifica in un periodo corrispondente alla massima esposizione del brand, corrispondente allo svolgimento del campionato di calcio, bensì in un paio di settimane in cui l'attività agonistica è ridotta ai minimi termini e, conseguentemente, la promozione del marchio.


vi sarebbero ulteriori argomenti di critica, ma non voglio dilungarmi. sta di fatto che, pur da convinto ed entusiasta sostenitore dell'u.s. lecce, da cittadino residente nel territorio dell'unione dei comuni sento di disapprovare fortemente tale scelta che, come altre, è stata presa in fretta e con una partecipazione nulla, mascherata da autocelebrazioni sulla stampa locale da parte dei rappresentanti politici.

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