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25.3.09

arrivederci facebook

facebook
il 23 marzo ho felicemente disattivato il mio account facebook. non ne potevo più di una miriade di coglioni che mandavano inviti e applicazioni (e nel loro intimo chiaramente si fregiavano dell'onore di avermi tra i loro amici, io preferisco dire 'contatti'). altro che ritrovare amici... di solito le persone che non frequento sono quelle che non voglio frequentare, devo sprecare il mio tempo a donar loro altra considerazione? che crepino nella loro struttura massificante. gli amici veri sono ben altri, invero alcuni di essi sono su fb ma rappresentano probabilmente meno della metà del totale contatti, che nel mio caso erano più di 800, tra cui non pochi pr e spammer vari che dedicano gran parte del proprio tempo al click acritico. facebook era ben altra cosa qualche tempo addietro, quando mi iscrissi e gli italiani erano pochi.
frequento web community dal lontano 1999 e ho gestito alcune direttamente, quindi ho vissuto appieno il passaggio dal cosiddetto web 1.0 a quello 2.0. è stato un passaggio che ha influenzato decisamente usi e stili dei fruitori di internet, il cui numero nel frattempo è cresciuto in maniera esponenziale al pari di un notevole miglioramento tecnologico (velocità, storage, usabilità, linguaggi, etc.)
anni addietro era un tabù ammettere di frequentare una 'web chat' tanto che si ricorreva a nomi di fantasia (alquanto sfrenata nella sua banalità) e mostrarsi online in foto era interpretato come un atto alquanto negativo, quasi come se ci si denudasse pubblicamente (non ci sarebbe nulla di male in fin dei conti).
presentarsi con nome e cognome e il proprio volto sintomatizzava la sindrome delle feste di carnevale a volto scoperto, in tutti gli altri convenuti sono in maschera.
oggi accade spesso di vedere nome, cognome, indirizzo, curriculum, foto. non sempre invece ci si presenta con quel che si scrive. le proprie opinioni gran parte dei fruitori preferiscono nasconderle dietro qualche nick - ma ci sono più sane opinioni? io vedo solo dibattiti online su argomenti decisamente frivoli quali sport, reality show, software... e sui temi che contano come economia o politica o scienze del territorio gran parte degli interventi sono offensivi, lagnosi, poveri.
un tempo si discuteva su facebook. i gruppi avevano una ragione, la rete (di facebook) aiutava a ritrovarsi, a incontrarsi, a organizzarsi, a conoscersi meglio, a dibattere, a stimolare il pensiero e ad estendere i propri orizzonti culturali.
oggi invece la rete è una forte distrazione che allontana le persone (innanzitutto allontana i lavoratori dipendenti dalle proprie mansioni), inoltre mette a nudo l'ostinata invadenza di alcuni, l'opportunismo, il pettegolezzo, il presenzialismo, l'apparenza, l'idiozia reiterata in più campi del sapere, la massificazione come un must, la provocazione gratuita, il contributo alla propagazione di memi da baraccone, per la gioia di milioni di followers. in effetti, facebook è il paradiso dei followers, degli idolatori, degli assetati di mitizzazioni di bassa lega. ed è anche uno specchietto per allodole in cerca di una notorietà piccola piccola. manca molto a quei 15 minuti promessi da warhol.
oltretutto facebook mette a nudo una miriade di sfigati che piuttosto che pensare seriamente a leggersi durkheim in vista di dare ragione ad un sano suicidio, optano per una professione di sanguisughe degli entusiasmi altrui, dall'alto della loro parificazione apparente a tutti gli altri. i profili di facebook si mostrano tutti alla stessa maniera, è una sorta di comunismo apparente. l'assenza di customizzazione non significa che gli individui dietro al profilo siano tutti dei numeri. la maggior parte lo sono, ma non tutti.
e non parlo di questioni relative alla privacy, al diritto d'autore delle opere inserite nel sistema, del fatto che si diventi un numero complesso in mano a professionisti che ottimizzano la loro caccia di consumatori, vecchi e nuovi.
probabilmente lo scadimento di facebook in italia è colpa degli italiani che, in pochi mesi, a milioni, hanno colonizzato questa rete. agli italiani, nota etnia in gran parte sottosviluppata, può bastare badoo, il covo per eccellenza di sfigati-piacioni e sfigati-e-basta, laddove la sfiga non è da ritenersi un isolato accadimento negativo, che può coinvolgere chiunque, bensì una condizione cronica costruita con dovizia.
lontani da facebook si vive molto meglio, ma soprattutto si vive.

23 comments:

frzgls said...

concordo in pieno ....anchio mi son iscritto ad alcune community anni fà
quando ancora erano abb buone, e poi cancellato...mi son accorto alla fine che conoscere e cercare di conoscere dal vivo una persona è molto piu piacevole, invece di cercar di farlo dalle pareti di casa propria...

Andrea@BV said...

Ottima decisione. Ti seguirò non appena noterò che FB non mi sarà più "utile".

Per quanto mi riguarda, il prossimo passo è rimuovere tutto il materiale strettamente personale :)

pm said...

a quanto pare da pochi giorni fb ha ritrattato sul diritto d'autore di foto e video inseriti dagli utenti che prima, secondo le condizioni, restavano in capo a fb anche dopo la disattivazione dell'account.

certi fenomeni come possono esplodere possono anche implodere e in quest'epoca accade tutto in pochissimo tempo, è tutta una questione di mode, del loro irrefrenabile e spesso imprevedibile flusso.

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie

Anonymous said...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonymous said...

necessita di verificare:)

Anonymous said...

molto intiresno, grazie

Anonymous said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

Anonymous said...

Perche non:)

Anonymous said...

good start

Anonymous said...

molto intiresno, grazie

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Anonymous said...

molto intiresno, grazie

Anonymous said...

molto intiresno, grazie

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Anonymous said...

Si, probabilmente lo e

Anonymous said...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonymous said...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

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necessita di verificare:)

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La ringrazio per Blog intiresny

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